


Care Amiche.
Sono emozionatissima !
In Luglio ci sarà un party di due giorni in collaborazione con un gruppo transgender dell'est della Germania proprio qui a Karlsruhe. Di per se non c'è niente di eccezionale, ma il bello deve venire: hanno proposto come tema un "salto nel passato". Cioè bisogna indossare vestiti a partire dagli anni '30 per arrivare agli anni '60.
Quindi inizia il rompicapo, perché se già una come me solo per andare a mangiare una pizza sta tre ore davanti al guardaroba, prima di decidersi e poi regolarmente ricambiarsi prima di uscire, immaginatevi ora già il patema di trovare le cose giuste.
Ma ci sono riuscita, almeno per il momento. Ho optato per gli anni '60 per la prima serata: pettycoat a pois... capelli cotonati con cerchietto, scarpe tacco a spillo e kelly-bag. Problematico sarà il trucco... eyeliner e rossetto rosa (che ridere...)
Per la seconda serata, invece, un severo look anni '40. Tailleur nero attillato e gonna con spacco posteriore, lunghezza al ginocchio. Calze con riga e tallone applicato, chiaramente reggicalze. Pettinatura alla Joan Crawford, stile dopoguerra con scarpe di velluto nero da innamorarsi (vero Brunella???). Resta solo il ballo da esercitare. Per gli anni '60 il twist (non sarà difficile) ma il boogie-woogie.. chi lo sa ballare ???
Quando pubblicherò le foto, vi prego di non ridere , oppure di ridere insieme a me 
A presto !

Care Amiche !
Già tempo fa avevo scritto qualcosa, questa è recentissima:
Aghi e garze dimenticati nel torace dei malati. E nessuna traccia di quegli errori nei referti medici. Due anziani morti e uno «miracolato» da tre operazioni, due per tirare fuori le garze dimenticate dai medici dell’équipe di cardiochirurgia delle Molinette, il più grande ospedale di Torino.
E’ un’indagine delicata quella avviata sei mesi fa dal pm Paola Stupino, che ha ricevuto numerose relazioni dai finanzieri del Gruppo Torino, impegnati ieri per dieci ore a raccogliere le testimonianze di una trentina fra medici e infermieri nel più grande ospedale italiano. Tutte «persone informate sui fatti», compreso il primario del reparto di cardiochirurgia Mauro Rinaldi. E in quei verbali ci sarebbero le prime ammissioni su aghi e garze dimenticati, ma nessuna spiegazione sulla documentazione sparita oppure sulle annotazioni mai fatte nelle cartelle cliniche.
Svelare il mistero sarà compito degli investigatori della Guardia di Finanza. Ieri, in ospedale c’era un gruppo di specialisti nelle indagini sulla pubblica amministrazione. E in particolare, sulle Molinette. Già, perché è stata proprio un’altra inchiesta a far emergere i tre episodi finiti nel mirino della procura. I finanzieri lavoravano su una storia di «mazzette» pagate dai titolari di imprese di onoranze funebri a dipendenti dell’ospedale: soldi in cambio di segnalazioni ai parenti dei defunti. Gli investigatori avevano persino filmato uno scambio di banconote in ascensore, mani tese sopra una bara aperta con dentro il «caro estinto».
Nei mesi di appostamenti e sopralluoghi, i finanzieri del Gruppo Torino sono inciampati in una «fonte confidenziale» che ha svelato i tre episodi finiti sul tavolo del pm Stupino. Il primo risale a due anni fa. Riguarda Luigi Cigna, 78 anni, siciliano di Raddusa e da anni residente a Torino. Operato tre volte: il 2, il 10 e il 16 agosto. Un intervento al cuore. Il primo. Gli altri due sono serviti a togliere una garza e un ago dimenticati nel torace dell’anziano. «Particolari» omessi nella cartella clinica. Ma rimasti nei referti legati alle radiografie.
Gli altri due episodi avvengono nella stessa settimana, un anno fa. Giacomo Meinardi, 81 anni, residente nel Torinese, viene operato al cuore alle Molinette il 20 giugno. Si occupa di lui l’équipe del professor Rinaldi. Sei giorni dopo l’operazione, le condizioni di Meinardi si aggravano. Una Tac al torace evidenzia le tracce di un oggetto simile a un ago vicino al cuore. Trascorrono poche ore e l’anziano peggiora ancora. I medici decidono di intubarlo, ma il cuore cede. I medici non possono salvarlo. Meinardi va in coma e muore. L’ago, però, è ancora vicino al cuore. Secondo la ricostruzione dei finanzieri, uno specialista dell’équipe fatica a individuare quel «corpo estraneo» e chiede persino aiuto a un collega: la Tac diventa una sorta di mappa per trovare l’ago nel cuore. Individuato al secondo tentativo e rimosso. Nulla di tutto questo compare nella cartella clinica.
Stessa settimana, stessa équipe, stessa storia. Italo Baravex, 62 anni, di Nus (Aosta), finisce in sala operatoria il 22 giugno. Trapianto del polmone. Ci sono il professor Rinaldi e i suoi specialisti. L’intervento pare riuscito. Ma una radiografia fatta il giorno successivo evidenzia un’opacità sospetta. Altra radiografia, stesso esito. Ancora radiografie il 25, il 27, il 29 e il 30. Quell’opacità aumenta, si sposta. I medici decidono di intervenire. Poche ore dopo, quell’ombra svanisce. Baravex rimane in ospedale fino al 31 luglio, quando muore per un’infezione. «Il primario? Una persona molto perbene, mi ha dato soddisfazione» dice al telefono Luigi Cigna. L’accento e la cortesia sono quelli della sua terra, la Sicilia. Aggiunge: «Il mio cuore adesso sta bene e lo devo al professor Rinaldi. Ogni giorno veniva da me, in camera. Mi diceva “stia tranquillo, è in buone mani”». Mai saputo di garze e aghi dimenticati nelle operazioni subìte? «Mai, lo sta dicendo lei adesso. Comunque, è stato gentile. La ringrazio. Buonasera».
CAre Amiche !!!!!!!!!!
Come si fa a non volerle ?
Care Amiche !
Stimolata ed incoraggiata da un'amica (di cui non rivelo il "glorioso" nome) propongo una scala di graduatoria e di classifica per categorizzare gli uomini. Dato che loro definiscono il grado di attraenza secondo le dimensioni di parti del corpo femminile, anche noi ci adeguiamo.
Gli uomini vengono classificati in categorie secondo i giorni della settimana. A partire dal Lunedì, per terminare con la Domenica.
Per darvi un'idea:
il Lunedi = giorno terribile, la settimana è appena iniziata, c'è molto lavoro da fare. (pene minuscolo, paragonabile ad un foruncolo)
il Martedì = Passato l'impatto scioccante ci vuole un rimedio medico (pene piccolissimo, una supposta)
il Mercoledì = Siamo nel mezzo, mediocrità, ma verso sera si è già di umore sopportabile (per educazione non si ride, quando "lui" si abbassa le mutande)
il Giovedì = Già si spera di vedere il fine settimana, ci vuole pazienza (Normalità su tutti i fronti, il preservativo non dà l'impressione di essere gonfio d'aria)
Il Venerdì = Giorno di pesce ! (oh, ma guarda che bel Merluzzo !)
il Sabato = La Donzelletta vien dalla campagna... e reca in mano (ammazzate oh ! Non sapevo che avessi un mattarello !)
La Domenica = Tutta di riposo e di dedica al Signore ! Un batacchio che fa suonare tutte le campane ! (Gioia, il righello arriva sino a 25 cm. aspetta che prendo il metro per sarta...)
Le mie esperienze ? Beh, da un Lunedì intorno all'una di notte a una domenica intorno alle 23:50
A presto 
Care Amiche !
Mi dolgono le orecchie. Questo inquinamento acustico mi fa venire l'orticaria!
Mi riferisco agli strafalcioni grammaticali, che una volta venivano puniti a scuola con due righe rosse e tre blu, più una nota da portare a casa.
Il congiuntivo è in agonia, se non già al trapasso. Nessuno lo tiene più in vita, neppure con una piccola flebo letteraria.
Il "penso che è" o lo " spero che è" imperano. Che cosa è successo? Chi lo ha ucciso?
Vi sono poi quelli che, per darsi arie di benparlanti, ne abbondano... sfortunatamente al condizionale. E allora piovono dei "se lo saprei" "se io avrei".
Poi i congiuntivi adattati " vuoi che io vadi" o "tu credi che io facci". Da nausea.
Termino qui, non vorrei incappare in un " non volessi che tu continuerai"..
(S)grammaticalmente vostra
A presto.
Care Amiche.
Voi sapete che quando c'è da parlar male degli uomini, non mi tiro mai indietro.
Oggi vorrei spendere due parole sulla bellezza. Non quella che la natura ci dà generosamente oppure ci nega da matrigna cattiva. Molte di noi, troppe direi, fanno poi ricorso al chirurgo estetico per modificare, piallare, gonfiare, arrotondare, aspirare, depilare le parti più svariate di viso e corpo. Poi, naturalmente, dobbiamo anche ammetterlo, visto che queste "variazioni sul tema" non si lasciano ignorare. Se prima avevi due piselli come seno ed adesso hai due angurie, un minimo di spiegazione alle domande curiose devi averla...
Gli uomini, invece no. Non crediate, care amiche, che loro siano immuni dal virus juventutis o palestrae... : anche loro si sottopongono alla chirurgia, più di quanto osiamo supporre. Oltre al botox e alla blefaroplastica (o addirittura lifting) pare che l'intervento più richiesto sia quello di "maggiorazione dimensionale del pene". Si intenda bene, si tratta di un intervento atto a modificarne l'ottica, non la funzionalità, perché a questo sono preposte le pastigliette blu, ma semplicemente le dimensioni. Taglio al pube, abbassamento del corpo penico, un'aggiunta di grasso corporeo o di altro materiale per lo spessore et voila... da un grissino si evolve un cetriolo. Ma, si badi bene, non per la gioia di noi signore, ma per provocare invidia agli altri uomini, quelli meno "abbienti" (intendo di denaro e di centimetri), facendo ballonzolare la nuova melanzana in sauna o nella doccia dopo la palestra. A loro nessuno chiede e domanda come mai questa differenza.. perché prima se lo tenevano ben nascosto nella mutanda tanto chic di Nikos o di Calvin Klein. Ora invece bruciano dal desiderio di andare in un campo nudisti. O campo narcisisti.
Dio gliene scampi, però, se là ce ne uno "maggiorato".. allora preme la domanda" ma è naturale oppure... mi dai l'indirizzo del chirurgo?"
A presto !
Care amiche !
Normalmente sono vestita in nero. Ieri sono andata in bianco...
